COMUNICATI STAMPA

Gli italiani non sanno valutare i loro compensi - Dati dell' “Osservatorio Lavoro” di JobCube.net

Milano, 23.04.2016

Sulla base dei dati raccolti attraverso la compilazione del questionario di JobCube.net, periodicamente rielaborati nell'”Osservatorio Lavoro”, abbiamo una panoramica abbastanza precisa di quali siano i profili ed anche le attitudini degli italiani alla ricerca di un lavoro.

Una considerazione che emerge con chiarezza, da un’attenta analisi dei dati e che appare interessante, è la loro incapacità di valutare adeguatamente i propri compensi.
Infatti, dalla valutazione delle “soft skills”, una sorta di "colloquio" digitale che, attraverso il questionario, viene realizzato da JobCube.net per tutti i candidati che si iscrivono al sito, appare evidente che la capacità di “Valutare Compensi e Retribuzione” sia sotto la media. Infatti, in una scala da 0 a 20, il valore medio per la capacità di valutare i compensi è di 8,87 contro una media generale di 10,09. Teniamo conto che una differenza nella scala, anche piccola, risulta essere molto significativa per come sono elaborate le risposte del questionario.

Sembra così che i termini di paragone che utilizza chi è alla ricerca di un lavoro, non siano, mediamente, quelli corretti.

Ad esempio, può accadere che il vicino di scrivania, per una serie di ragioni indipendenti magari dalle sue e dalle nostre performance, guadagni più di noi. Questa però non è ancora una buona ragione per considerare, in assoluto, il nostro stipendio inadeguato, anche se per molti la conclusione è pacifica. Potremo certo sentirci insoddisfatti ma comunque, prima di andare dal nostro capo e lamentarci, meglio pensarci più di una volta e fare qualche verifica. Ad esempio provando a fare qualche colloquio per altre opportunità professionali e cercando di capire se, effettivamente, il mercato può offrire di meglio.

Ci sono poi gli atteggiamenti di molti giovani che pensano che, per il solo fatto di aver conseguito una laurea o un master, siano già diventati indispensabili per l’organizzazione per la quale stanno per iniziare a lavorare. Purtroppo, per chi ha una certa esperienza, sa che molto spesso non è così. Anzi, tutto il tempo che il neo-assunto spenderà per imparare il nuovo lavoro, rappresenterà un costo, o meglio un investimento, dell’organizzazione per il futuro proprio e del lavoratore. Ma in questo caso c’è una curva di apprendimento che riguarda anche la capacità di valutare con maturità e obiettività i compensi e le retribuzioni proprie e degli altri.

Insomma sembra confermato il solito errore cognitivo per cui ci consideriamo, troppo spesso, meritevoli di stipendi e compensi che, ad uno sguardo più oggettivo, in realtà non meritiamo.


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